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mercoledì 22 maggio 2013

Dove l'inizio di un'isola...



S’è Verde è il suo complementare



Un'immagine di Rina Durante bambina sulla bicicletta sull'isola di Saseno
di Francesco Pasca

Tempo fa leggevo alcuni versi di una poetessa polacca, Wisława Szymborska, morta a Cracovia il 1^ febbraio del 2012, premiata con il Nobel nel 1996. In Polonia rivaleggiava e i suoi testi lo fanno ancora con i più autorevoli autori di prosa.
Mi sono soffermato volentieri per la sottile ironia di quei versi, oggi la riprendo volentieri dopo aver letto di un’isola, di un’adolescenza cercata.  Riprendo mentalmente quei versi per questo mio nuovo scritto.
La prosa caduta sotto la mia attenzione è stata: UN’ADOLESCENTE.
«Io – un’adolescente? Se ora, d’improvviso, si presentasse qui,/dovrei salutarla come una persona cara,/benché mi sia estranea e lontana?/ […] Siamo così dissimili/che forse solo le ossa sono le stesse,/la calotta cranica, le orbite oculari. / […] Siamo così diverse,/i nostri pensieri e parole così differenti./Lei sa poco/ […] Mi mostra delle poesie,/ […] Leggo quelle poesie, le leggo. [...] / Sul suo modesto orologio/ il tempo è ancora incerto e costa poco./ Sul mio è molto più caro ed esatto. […]
Per commiato nulla, un sorriso abbozzato/ e nessuna commozione./ Solo quando sparisce/ e nella fretta dimentica la sciarpa/ Una sciarpa di pura lana,/ a righe colorate,/ che nostra madre/ ha fatto per lei all’uncinetto./ La conservo ancora.»
(Wisława Szymborska)